Networking per introversi: 5 strategie che funzionano senza burnout
Gli introversi costruiscono anche connessioni. Semplicemente queste connessioni spesso risultano più profonde di quelle di chi ama le compagnie rumorose.
Networking per introversi: 5 strategie che funzionano
Gli introversi costruiscono anche connessioni. Semplicemente queste connessioni spesso risultano più profonde di quelle di chi ama le compagnie rumorose.
Il networking aiuta nella carriera, ma per chi preferisce il silenzio e la riflessione alle feste rumorose, non è facile. L'ho provato io stesso e ho capito: non c'è bisogno di spezzarsi. Si possono usare le proprie caratteristiche, essere meno nervosi e allo stesso tempo fare conoscenze utili. Di seguito cinque modi che hanno funzionato per me. Li ho testati su me stesso e adattati a chi non ama la folla.
1. Qualità invece di quantità
Non c'è bisogno di provare a parlare con tutti. Meglio scegliere due o tre persone e parlare davvero.
Questo si adatta agli introversi, perché l'enfasi è sulla conversazione vera, non sui segni di spunta. Supponiamo che siate a una conferenza. Invece di saltare tra le persone, guardate il programma e trovate chi ha interessi simili. Se siete nell'IT, avvicinatevi a uno sviluppatore dopo un talk sul machine learning. Chiedete qualcosa di specifico: «Come avete risolto il problema dei dati nel progetto?» La conversazione può durare 15-20 minuti. Scambiatevi i contatti. Poi annotate nei appunti di cosa avete parlato. Dopo un giorno o due scrivete: grazie per la conversazione, continuiamo l'argomento. Tali connessioni durano più a lungo di quelle casuali.
2. Arrivate prima
All'inizio dell'evento ci sono poche persone e l'atmosfera è più calma. È più facile avviare una conversazione uno a uno.
Arrivare prima è un trucco semplice che elimina il caos superfluo. Quando le persone si stanno solo radunando, non c'è folla al bar né urla. Avvicinatevi all'organizzatore o a qualcuno che è già lì e chiedete: «Ciao, sono qui per la prima volta. Cosa vi ha portato qui?» All'inizio di solito si parla dell'evento stesso, non di cose personali, quindi c'è meno pressione. Un mio conoscente introverso è arrivato mezz'ora prima, ha chiacchierato davanti a un caffè e alla fine ha ottenuto un consiglio per un lavoro. Potete portare con voi un libro o un tablet. Se necessario, sedetevi in silenzio, poi usate il libro come spunto per una conversazione.
3. Preparatevi in anticipo
Guardate la lista degli ospiti. Preparate delle domande. Potete anche chiedere all'IA di suggerirvi da dove iniziare.
La preparazione dà sicurezza agli introversi, perché pensano meglio in anticipo che improvvisando. Se sul sito c'è la lista dei partecipanti, la sera scorrete i profili. Annotate tre-cinque domande sul loro lavoro. Ad esempio: «Ho visto il vostro articolo sullo sviluppo sostenibile. Come ha influito sull'azienda?» Per idee potete usare ChatGPT, basta digitare la richiesta e adattarla a voi. Questo aiuta ad avviare la conversazione e mostra che siete interessati. Provate un paio di volte ad alta voce, in modo che non sembri imparato a memoria. Alla fine ci saranno meno pause e lascerete l'impressione di un interlocutore riflessivo.
4. Usate le conoscenze online
Iniziate su internet su LinkedIn o nelle community tematiche, poi passate all'incontro dal vivo.
L'online dà all'introverso la possibilità di comunicare al proprio ritmo. Commentate i post, rispondete nelle chat. Avete visto un post sulle tendenze nel design, scrivete: «Interessante, ho avuto un progetto simile. Cosa mi consigliate?» Dopo due o tre messaggi proponete una videochiamata, poi un incontro. La fiducia cresce gradualmente. Inoltre potete fermarvi quando siete stanchi e tornare dopo. Impostate un timer di 20 minuti. Concludete in modo concreto: «Ci vediamo al prossimo evento». Queste connessioni a volte risultano più solide di quelle casuali.
5. Fate delle pause
Se siete stanchi, uscite all'aperto o in un luogo tranquillo. Ricaricatevi e tornate.
Gli introversi si stancano prima dal parlare, quindi le pause sono normali. Sentite stanchezza, andate via per cinque-dieci minuti. Fate una passeggiata, respirate o semplicemente sedetevi in silenzio. Tornerete e potrete continuare. Un mio conoscente faceva così: usciva all'aperto, tornava rinvigorito e portava la conversazione a un risultato utile. Preparate in anticipo una frase nel caso dobbiate andare via: «Scusate, devo rispondere a una telefonata». Meglio trascorrere un'ora con profitto che tutta la sera esausti.
Il superpotere degli introversi
Gli introversi ascoltano bene. Per questo spesso diventano interlocutori e partner preziosi.
Quando tutti intorno parlano senza sosta, la capacità di ascoltare si nota particolarmente. Gli introversi notano i dettagli, ricordano le piccole cose e mostrano un interesse sincero. Usatelo: fate domande come «Raccontatemi di più sulla vostra esperienza», annuite, precisate: «Quindi intendevate proprio questo?» Queste conversazioni portano più spesso a raccomandazioni, progetti comuni o semplicemente a relazioni normali. Il networking per introversi non riguarda un mucchio di biglietti da visita, ma connessioni che funzionano davvero. Provatelo al prossimo evento.
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